Il campo Bcc (blind carbon copy), questo sconosciuto

Scrivevo in Informatica umanistica:

“Il campo Bcc: (tradotto in italiano con Ccn – Copia carbone nascosta) viene anche sfruttato per impedire che ciascuno dei destinatari in esso contenuti venga a conoscere l’indirizzo degli altri o, se vogliamo, che l’indirizzo di ciascuno venga conosciuto da tutti gli altri: si tratta in questo caso di una politica di gestione dell’indirizzario volta a proteggere la privacy dei destinatari (o, vista dalla parte degli interessi del mittente, volta a tutelare il valore economico del suo indirizzario).”

Come tutti, ricevo molti messaggi di posta che mi sollecitano ad aderire a qualche nobile causa o compiere qualche opera buona e a far circolare il messaggio fra i miei amici; catene di Sant’Antonio che magari mi arrivano con allegato qualche Power Point di dolcissimi cagnolini abbandonati sulle autostrade, di gattini bonsai miniaturizzati vivi dentro a una bottiglia, di poveri fanciulli denutriti, di paradisi perduti o in via di sparizione, di teneri Giacomini sedotti e abbandonati.

Io forse ne ricevo più di altri, perché molti dei miei diecimila ex studenti mi hanno inserito nel novero dei paladini buoni per tutte le stagioni.

Se devo essere sincero, di solito butto senza neanche leggere: è assodato che nella maggioranza dei casi si tratta di bufale (controllare per esempio il sito antibufala di Paolo Attivissimo). E verificarne l’attendibilità mi costerebbe energie che preferisco convogliare verso nobili cause di mia scelta.

In ogni caso, messaggi del genere sono inevitabili. Quello che più che altro mi disturba, però, non è il contenuto, quanto la forma: di solito il messaggio è indirizzato a una lunga lista di destinatari, dei quali riesco a vedere l’indirizzo di mail. Dunque, altrettanto faranno loro con il mio.

Qual è il problema? Mi spiego: il mio indirizzo di mail è strapubblico e quindi chiunque lo può trovare in rete per poi scrivermi lettere anonime (vero?..) o propormi prodotti e servizi. Perciò, anche se aggiungi il mio indirizzo alla tua lista con la quale stai per diffondere la tua nobilissima causa, pazienza.

Però magari la tua amica Maria Rossi, con la quale sei in corrispondenza, non ha piacere che tutti conoscano il suo indirizzo. Magari semplicemente non ha piacere che capiscano che tu conosci il suo indirizzo (sei un tipo poco raccomandabile?).

Allora, falle questo piacere: invece di mettere la lunga lista di destinatari del tuo messaggio nel campo “To:” della mail (o, se il tuo programma di posta parla italiano, nel campo “A:”), mettila nel campo “Bcc:” (o “Ccn:”), che starebbe per Blind carbon copy – in questo modo il messaggio arriverà a tutti quanti, ma nessuno potrà vedere l’indirizzo degli altri (magari nel campo “A:” metti te stesso).

Con questo sistema si protegge la privacy dei destinatari; e oltretutto si protegge anche il valore dell’indirizzario, nel senso che può essere che costituire la lista di indirizzi ti sia costato tempo e fatica e che tu non gradisca “regalarla” a chicchessia.

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