L’immagine dei social nei media italiani

Riprendiamo il discorso su adolescenti e social networks cominciato nel post precedente.

Ricordo che le riflessioni riportate qui sono sintesi di quanto esposto in:

Marco Lazzari (2015). Spazi ibridi tra la Rete e la Piazza: l’evoluzione della comunicazione degli adolescenti ai tempi dello smartphone. In Marco Lazzari e Marcella Jacono Quarantino (a cura di), Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile (pp. 45-80) Bergamo: Bergamo University Press

Marco Lazzari (2015). Pre-adolescenti nella Rete: l’uso di Internet tra gli studenti delle scuole medie. In Marco Lazzari e Marcella Jacono Quarantino (a cura di), Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile (pp. 81-101) Bergamo: Bergamo University Press

Dicevamo allora dello scollamento tra l’immagine dei social data dai media e le evidenze delle nostre tre ricerche condotte tra il 2008 e il 2015 ([1], [2], [3]).

Era successo nelle indagini passate con i casi di Netlog, SecondLife e MySpace, è capitato quest’anno nel rilevare l’inconsistenza dell’uso di Periscope, che pure nelle settimane nelle quali si svolgeva la nostra indagine era pompato dalla stampa.

Ritaglio della copertina di Virtuale e/è realeUna considerazione simile può farsi in relazione a Twitter, che è certamente uno strumento di grande successo in altre comunità anche ampie di utenti di Rete (a cominciare da quella dei giornalisti), ma non è particolarmente adeguato a usi e costumi degli adolescenti, se non per una fruizione gregaria di sequela di qualche celebrità.

Un terzo elemento di scollamento del mondo dei media rispetto alla realtà ci pare legato alla diffusione di Facebook, che da qualche tempo per i media è ciclicamente dato come in declino (salvo rilevare, come accaduto il 24 agosto 2015, il superamento della soglia del miliardo di utenti connessi in un solo giorno). Ne è un esempio una notizia diffusa da un’ANSA del 14 ottobre 2014 (http://bit.ly/ric2015a) e ripresa con grande enfasi da numerosi mezzi di informazione italiani (più misurato e ironico, oltreoceano, il commento dal Washington Post: http://bit.ly/ric2015b). La notizia titola che gli adolescenti sarebbero in calo su Facebook dal 72% al 45%. Per quanto anche noi abbiamo notato una diminuzione degli utenti di Facebook, in particolare nell’uso giornaliero, il dato del 45%, che è relativo al semplice uso di Facebook, non concorda con il nostro, che vede Facebook attestarsi sull’81.4%. Va anche sottolineato che l’indagine riportata dai media era stata svolta su un campione statunitense che prendeva in considerazione soltanto studenti di upper e middle class, mentre nelle nostra ricerche il campione è meno esclusivo. Resta da dire che in Italia si è voluto spiegare il tutto non, come nella ricerca e nei commenti di oltre oceano si cerca di fare (http://bit.ly/ric2015c, http://bit.ly/ric2015d, http://bit.ly/ric2015e), con la migrazione verso Instagram, ma andando a parlare di Whisper e YikYak, che nel nostro panorama attuale proprio non esistono, ma evidentemente solleticano la fantasia dei giornalisti nostrani per il gusto del peccato che portano con sé i servizi anonimi.

Riparleremo della diffusione di Facebook e di altri servizi online in un post a parte.

Nel prossimo post tratteremo della mutata dinamica adolescenti – adulti rispetto all’uso dei dispositivi telematici.

Bibliografia
[1] Lazzari, M., & Jacono Quarantino, M. (a cura di) (2010). Adolescenti tra piazze reali e piazze virtuali. Bergamo: Sestante edizioni.
[2] Lazzari, M., & Jacono Quarantino, M. (a cura di) (2013). Identità, fragilità e aspettative nelle reti sociali degli adolescenti. Bergamo: Sestante edizioni.
[3] Lazzari, M., & Jacono Quarantino, M. (a cura di) (2015). Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile. Bergamo: Sestante edizioni.

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