Archive for the ‘Polis’ Category

O Giuliano libera Milano

martedì, maggio 31st, 2011

#Pisapia vince, cori in tv: giuliano liberamilano. Comunista, ladro e pure sodomita #morattiquotes

Temporale a Sant’Agostino

lunedì, maggio 30th, 2011

I danni del temporale di venerdì nel parcheggio delle casermette di Sant’Agostino. E meno male che era notte.

Ramo schiantato dal temporale, public domain, by Marco Lazzari

Adolescenti in rete, consapevolezza e oblio

venerdì, aprile 1st, 2011

Scrivo due righe su una questione che io tendo a dare per scontata, ma tale non è.
Qualche giorno fa parlavo a un gruppo di professori, educatori e genitori a proposito dell’uso che gli adolescenti fanno della Rete e dei suoi strumenti.
Quando affronto questo genere di discorsi, la mia idea forte è quella della consapevolezza degli strumenti. Che poi declino nella inconsapevolezza degli adolescenti rispetto all’uso della Rete, sia per quanto riguarda le sue potenzialità, sia per ciò che concerne i rischi.

Prostitute tj

By Tomas Castelazo (Own work) CC-BY-SA-3.0 (www.creativecommons.org/ licenses/by-sa/3.0) or GFDL (www.gnu.org/copyleft/fdl.html), via Wikimedia Commons

Sotto il capitolo rischi mi premono particolarmente le questioni legate alla reputazione, la Web reputation, e  un mio cavallo di battaglia in questo senso è citare la pubblicazione di testi e immagini riguardanti i propri eccessi: sabato da sballo, ciucca memorabile, foto di gruppo con bottiglia, puttan tour con documentazione video. Per farsi due risate con gli amici.
Siccome ho promesso solo due righe, la sintesi del mio discorso è: scrivilo oggi, riscrivilo domani, fotografati dopodomani, arriva il giorno che ti presenti al colloquio di assunzione alla multinazionale dei tuoi sogni o per immatricolarti nell’università americana di prestigio e quelli ti mandano a casa con disonore perché per i loro standard sei troppo ciucchettone o troppo maiala (e qui non indulgo a facili battute sulle attuali opportunità in politica).
Dunque giorni fa, arrivato al punto delle foto delle ciucche, dalla platea mi arriva la domanda: ma comunque se pubblico una foto osé in Internet, io ne ho il controllo, quindi quando viene il momento di giacca e cravatta posso sempre togliere la foto. O no?!
Fossi a lezione, farei il solito censimento:
“Favorevoli al no su la mano; al sì? Astenuti?”
La risposta giusta è no.
O meglio: le domande in realtà erano due.
La seconda era: posso toglierla? E la risposta è sì (con qualche eccezione, che vedremo).
Ma la prima domanda, quella principale, era: ho il controllo? E la risposta, ahinoi, è no. O per lo meno non l’ho nella misura assoluta alla quale faceva riferimento il discorso della mia interlocutrice dell’altra sera.
Qual è il problema?
Il problema è che magari io posso eliminare le mie foto esagerate, ma chi mi dice che qualcuno non se le sia scaricate e conservate e non le tiri fuori al momento giusto?
C’è sempre qualche macchina del fango parcheggiata in un angolo ad aspettare…
Far sparire fotografie compromettenti è difficile e i tentativi spesso sortiscono l’effetto opposto, ossia quello di richiamare attenzione: è il cosiddetto effetto Streisand, dal nome della cantante Barbra Streisand, che nel tentativo di impedire per vie legali la diffusione di fotografie che a sua detta minavano la sua privacy, ottenne l’effetto di richiamare su quelle stesse foto un’attenzione che non avrebbero altrimenti mai ricevuta. Come per il principio di indeterminazione di Heisenberg, secondo il quale in certe circostanze non si possono misurare i dettagli di un sistema senza perturbarlo, così nel mondo della comunicazione di massa il tentativo di minimizzare gli effetti di un’informazione può invece amplificarli.

Indimenticabile Jack

L’indimenticabile Jack

Dell’effetto Streisand è stato vittima per esempio Jack Repplew (ho anagrammato il nome per non associarmi a quelli che diffondono le sue foto, per quanto non mi sia simpatico), un minorenne americano con aspirazioni e foto da divo che molla la morosa per poi scoprire che la fanciulla smanettona per vendetta ha riempito la rete di sue fotografie arricchite da commenti ironici; la mamma protesta con Google, la piccola ritorsione della pulzella abbandonata diventa un caso mondiale, le foto originali vengono rimosse, ma copie fioriscono ovunque, grazie alla memoria della cache di Google; e poi proliferano le imitazioni (quella che incollo qua sarà originale o tarocca?).
Leggere per credere.

Per non parlare del caso di una notissima nuotatrice francese e delle sue foto hard o del pornovideo amatoriale (in ogni senso) che anni fa ha visto come protagonista (e vittima) una ragazzina italiana che non nomino per non lasciare in giro ulteriori tracce su di lei.
E poi.
Tanti anni fa, credo nel 1996, mi procuro uno spazio web gratuito in uno dei primi siti che rendono disponibile un servizio del genere, Geocities. Ci faccio una pagnetta di link a siti web sul Cammino di Santiago, che tengo aggiornata fino al 2009, inizialmente con assiduità, poi un po’ meno, perché la sua utilità nell’era di Google è andata scemando.
Nel 2009 succede che Yahoo!, che da qualche anno ha comperato Geocities, decide di chiudere il servizio gratuito: se vuoi continuare a tenere le pagine da loro paghi, altrimenti te le cancellano. Tutti gli utenti ricevono con largo anticipo un avviso e un bel giorno il sito chiude. Come tanti altri, mi salvo per tempo la mia paginetta per ricordarmi dei tempi andati e amen.
E invece dopo un po’ scopro che non una, ma almeno due “organizzazioni” di antiquari della Rete hanno deciso di tramandare ai posteri tutto il vecchio Geocities. Così, se uno visita la pagina
http://www.oocities.org/athens/acropolis/5398/index.html
oppure la
http://reocities.com/athens/acropolis/5398/index.html
ci ritrova i miei vecchi link.
E allora?
E allora io dico che in questi casi uno avrebbe il diritto di reclamare l’oblio per quello che ha fatto; e invece gli viene negato: mentre nel vero Geocities io ero riconosciuto come utente e quindi ero padrone di cancellare quanto avevo scritto, nei suoi reperti archeologici non c’è modo di identificarmi operativamente come autore, dunque non posso intervenire. Dovessi in futuro scoprire un errore di html tale da vergognarmi di fronte ai miei studenti, niente da fare. Dovessi diventare musulmano e come tale poco incline a considerare Santiago Matamoros come un amico, niente da fare.
Tra parentesi, esiste un’istituzione di volontari che archiviano a beneficio dei nostri pronipoti i siti web di oggi per rivederli domani: hanno creato la Wayback Machine e anche lì si può trovare, manco a dirlo, una copia dei miei puntatori al Camino.

 

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L’erba e le canne di Berlusconi

giovedì, marzo 31st, 2011

da http://www.lampedusa35.com/lampedusa_consigli/lampedusa_consigli.htm:

Consigli utili su Lampedusa
Non sciupate acqua potabile. Lampedusa ha risorse idriche molto molto limitate e, soprattutto in estate, questo può diventare un problema per gli appartamenti e gli hotel piu’ piccoli. Parlatene con l’hotel, prima di prenotare.

da http://www.hotel-lampedusa.eu/isola-di-lampedusa/acqua-a-lampedusa/:

Acqua a Lampedusa
L’acqua a Lampedusa è sempre stata una risorsa scarseggiante, ma ancora di più dopo che l’isola ha perso completamente i suoi boschi e la vegetazione arborea, diventando il panorama quello che attualmente possono vedere i visitatori.

da http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/120318/regione-invier-mila-metri-cubi-dacqua-lampedusa.htm:

La Regione invierà 60 mila metri cubi d’acqua a Lampedusa
“Invieremo un approvvigionamento straordinario di 60 mila metri cubi d’acqua, da qui al prossimo 30 giugno, a Lampedusa”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Energia Giosue’ Marino, ex prefetto di Palermo.

da http://city.corriere.it/2011/03/31/milano/i-fatti/berlusconi-lampedusa-casino-campi-golf-301109175931.shtml:

Berlusconi a Lampedusa “Casinò e campi da golf”

Ich bin ein Lampedusaner, però mi chiedo: ma le canne dell’acqua per innaffiare l’erba dei campi da golf, dov’è che le attacchiamo?

Richard Stallman: fotografie a Bergamo, 21 dicembre 2010

mercoledì, dicembre 29th, 2010

e insomma Richard Stallman è arrivato e pure in orario, a dispetto di quello che si era voluto supporre leggendo nel programma che l’orario d’inizio era indicativo

era proprio lui, direi, ha parlato di quello che ci si poteva aspettare, nei termini radicali che ci si poteva aspettare, in un inglese lento e comprensibile che mai mi sarei aspettato; spiritosamente polemico, senza trascendere; solo un po’ scorbutico in qualche risposta al pubblico, chissà, magari ne aveva ben donde, non riuscivo a sentire le domande

c’era tanta gente – quanta? più di cento persone a occhio; nota personale, stavolta ero abbastanza mimetizzato, non come quando sono andato a un convegno di applisti ed ero l’unico in giacca e cravatta, gli altri tutti in jeans e girocollo nero stevejobsiano (io là a parlare di Podcast Generator, ossia di free software, gli altri tutti gadgettizzati Apple, quando si dice l’abito…)

certo, Stallman era scalzo…

metto qui qualche foto (fatte da me, di pubblico dominio – public domain pictures): lui che parla con Andrea Magiatordi, che si è aggiudicato a nome del BGLUG lo GNU di peluche messo all’asta; sempre lui che firma lo GNU; e che autografa anche un PC portatile

Richard Stallman e Andrea Mangiatordi a Bergamo, dicembre 2010

Richard Stallman e Andrea Mangiatordi a Bergamo, dicembre 2010

Richard Stallman a Bergamo, mentre autografa uno GNU di peluche

Richard Stallman mentre autografa uno GNU di peluche

Richard Stallman a Bergamo, mentre autografa il PC portatile di un fan

Richard Stallman mentre autografa il PC portatile di un fan

post sciptum: non c’è qualche anima pia che vuole riscrivere la voce su Stallman nella Wikipedia italiana? (“Alla fine del suo primo anno nel programma di laurea, Stallman si procurò una ferita al ginocchio che pose fine alla sua più grande gioia: la partecipazione ai balli folk internazionali. La disperazione che ne derivò culminò in un ritiro dalla vita sociale, ma trovò conforto in un’intensa concentrazione nel campo in cui i suoi risultati lo rendevano fiero: la programmazione.”)

Il portiere di notte di Enrico Ruggeri e il ragioniere di Adriano Sofri

domenica, novembre 7th, 2010

Sapeste la pena, per chi organizza la scena, restare dietro al banco come un cane con la sua catena

Mi colpisce un’immagine dell’articolo di Adriano Sofri su Repubblica di oggi (7 novembre 2010), quella del ragioniere che prepara le buste da distribuire alle compagnie notturne di un noto politico. Dice Sofri:

“[…] dunque è altrettanto triste e mortificato del ragioniere che materialmente gli prepara le buste a tariffa differenziata, nottata dietro nottata, e chissà che vita fantastica e sessuale ha il ragioniere, e su lui sì che un Gogol contemporaneo saprebbe scrivere un romanzo immortale (Nikolaj Gogol’, il romano, non Google, l’americano), sul signor B. non ci proverebbe nemmeno il signor Balzac.”
Adriano Sofri, http://www.repubblica.it/politica/2010/11/07/news/sofri-8834437/, 7 novembre 2010-11-07

Apro una parentesi (adoro le parentesi (chi segue le mie lezioni lo sa)): qualche giorno fa scrivevo qui a proposito della vicenda della bunga bunga dance che il tempo presente mi ricorda L’autunno del patriarca. In un sussulto di realismo, ho pensato che forse molti miei studenti non avrebbero capito. Ho provato a chiedere a un campioncino di 23 studenti se sapevano chi avesse scritto L’autunno del patriarca – è un campione di nessuna validità statistica, anche se ho i miei motivi per supporre che si tratti di studenti un po’ sopra la media. Comunque sia, risultato 0 su 23.
Allora, prima che un eventuale giovane di belle speranze passando di qui si faccia l’idea che Gogol fosse uno scrittore romano, dirò che Sofri allude al fatto che Gogol, ucraino di nascita, era in qualche maniera “romano d’adozione”.

Tornando alla figura del ragioniere, mi ha ricordato una struggente canzone di un Gogol milanese, che crea un personaggio parente del ragioniere di Arcore. Incorporo qui sotto un video di un giovane Enrico Ruggeri che canta Il portiere di notte (o enrico ruggieri, come sta scritto nella scenografia). Fonte: http://youtu.be/HF3Wt3fRMJI

(apro parentesi: che dire di “prenoterò le camere in tutte le città”?)

P.S.: L’autunno del patriarca l’ha scritto Gabriel García Márquez

Il Presidente Evangelico

venerdì, novembre 5th, 2010

Narrano le cronache che ora abbiamo anche il Presidente Caritatevole.

E allora…

Twittrags – Tragicommedie in 140 caratteri

Allora il re dirà a quelli che stanno a[lla sua] destra

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Ero straniera e mi hai ospitata, ero carcerata e mi hai liberata, avevo fame e mi hai invitata a cena, ero nuda e mi hai regalato Valentino
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cfr: Matteo, 25, 35-36

© Marco Lazzari 2010