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Adolescenti e reti sociali nell’era della comunicazione mobile

venerdì, febbraio 5th, 2016

Il 26 gennaio 2016 si è tenuto, nell’Aula Magna della sede di Sant’Agostino dell’Università di Bergamo, il convegno “Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile”, nel corso del quale sono stati presentati i risultati di una ricerca condotta nella primavera del 2015 dall’Osservatorio per la comunicazione adolescenziale tra reale e virtuale (Università di Bergamo, Provincia, Comune, Ats (ex ASL), Diocesi, associazioni di genitori e docenti).
La ricerca ha indagato modi, luoghi e tempi dell’uso delle comunicazioni telematiche tra i ragazzi bergamaschi dai 12 ai 19 anni (dalla seconda media alla fine delle superiori).
È la terza indagine di questo tipo, dopo quelle del 2008-2009 e del 2012, che erano state presentate nei due convegni “Adolescenti tra piazze reali e pazze virtuali” e “Identità, fragilità e aspettative nelle reti sociali degli adolescenti” e in due volumi omonimi editi da Bergamo Università Press ([1], [2]), che anche quest’anno ha pubblicato un volume contenente le riflessioni scaturite nel corso dell’ultima ricerca ([3]).
Copertina del volume Virtuale e/è reale, a cura di Marco Lazzari e Marcella Jacono QuarantnoL’indagine del 2015 ha avvicinato oltre 2000 ragazzi con questionari, interviste, focus group.
L’essere giunti alla terza indagine, a partire da quella avviata nel 2008-2009, ha permesso di analizzare i dati non soltanto per fotografare l’esistente, ma anche per dare uno sguardo all’evoluzione in questi anni della diffusione delle tecnologie nella comunicazione degli adolescenti e dei relativi comportamenti. Il solo questionario del 2015 ha raccolto più di 400.000 risposte, che diventano più di un milione se si considerano le due edizioni passate.
Il punto di vista della ricerca è stato quello di chi vuole fornire chiavi di interpretazione dei modi di comunicare degli adolescenti che siano di utilità per gli adulti (genitori, docenti, educatori) che hanno a che fare tutti i giorni con i ragazzi delle nuove generazioni digitali e che sono preoccupati per i rischi che possono correre, ma anche desiderosi che ne colgano le opportunità.
Cominciamo in questo post a sintetizzare una delle principali evidenze emerse – seguiranno altri post.
Le riflessioni riportate qui sono sintesi di quanto esposto in:

Marco Lazzari (2015). Spazi ibridi tra la Rete e la Piazza: l’evoluzione della comunicazione degli adolescenti ai tempi dello smartphone. In Marco Lazzari e Marcella Jacono Quarantino (a cura di), Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile (pp. 45-80) Bergamo: Bergamo University Press

Marco Lazzari (2015). Pre-adolescenti nella Rete: l’uso di Internet tra gli studenti delle scuole medie. In Marco Lazzari e Marcella Jacono Quarantino (a cura di), Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile (pp. 81-101) Bergamo: Bergamo University Press

Cominciamo allora, nel prendere in considerazione le principali evidenze della ricerca, parlando della diffusione dei dispositivi mobili (soprattutto smartphone).
Nel triennio che ha separato la terza e la seconda campagna di indagine (2012-2015) si è avuto il boom della diffusione dei dispositivi mobili per la comunicazione: più del 90% degli studenti delle scuole medie ha a disposizione un telefono con connessione alla Rete e la percentuale sale al 98% alle scuole superiori.
Questo ha cambiato la comunicazione tra i ragazzi: non ha più molto senso stare a distinguere tra piazze reali e virtuali di incontro, ma si può piuttosto parlare di spazi ibridi ([4]): l’uso dei servizi di Rete è ancora il modo per darsi appuntamenti negli spazi fisici e però non viene poi interrotto nel momento dell’incontro, ma continua a caratterizzarlo, in un’esperienza nella quale la “terza famiglia” ([5]) delle amicizie virtuali è compresente all’incontro con gli amici o con la famiglia naturale.
Portarsi appresso in ogni dove strumenti come lo smartphone o il tablet significa portare i social networks dentro agli spazi fisici, e viceversa avere un costante e immediato (in tempo reale) rispecchiamento della realtà tangibile nei social (la foto delle portate al ristorante o il selfie con la celebrità di passaggio subito pubblicati in Rete per la delizia degli amici).
La diffusione degli smartphone rende però inservibili le strategie famigliari di controllo degli anni scorsi, basate su filtri impostati nel pc di casa.
Se vogliamo, questo risultato della ricerca può sembrare banale, in quanto abbastanza evidente di per sé se ci si guarda intorno. Inoltre, i media lo sottolineano da lungo tempo.
Diciamo allora che la ricerca ci ha permesso di “misurare” la vera entità del fenomeno. Diciamo anche che, negli ormai tanti anni che abbiamo dedicato a indagare le modalità e gli strumenti di comunicazione degli adolescenti, ci siamo resi conto che sovente le evidenze delle nostre indagini contrastano con l’immagine che i media danno spesso dell’uso dei social, sempre attenti a enfatizzare la novità e la moda transeunte.
Ne parleremo nel prossimo post.

Bibliografia
[1] Lazzari, M., & Jacono Quarantino, M. (a cura di) (2010). Adolescenti tra piazze reali e piazze virtuali. Bergamo: Sestante edizioni.
[2] Lazzari, M., & Jacono Quarantino, M. (a cura di) (2013). Identità, fragilità e aspettative nelle reti sociali degli adolescenti. Bergamo: Sestante edizioni.
[3] Lazzari, M., & Jacono Quarantino, M. (a cura di) (2015). Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile. Bergamo: Sestante edizioni.
[4] de Souza e Silva, A. (2006). From cyber to hybrid: mobile technologies as interfaces of hybrid spaces. Space & Culture, 9 (3), 261-278.
[5] Cirillo, L., Buday, E., & Scodeggio, T. (2013). La terza famiglia. Cinisello Balsamo: Edizioni San Paolo.