Posts Tagged ‘Excel’

Sono Infolet, figlio di DOS

giovedì, settembre 22nd, 2016

E così dopo quattordici anni abbiamo fatto l’utimo appello di informatiche varie nel laboratorio di Caniana: da gennaio dovremmo spostarci nel nuovo laboratorio di Pignolo.

Quattordici anni, quanti esami? Decine di migliaia, tutti gli studenti di Lingue, Lettere, Scienze della comunicazione, Scienze dell’educazione e Psicologia sono passati di lì.

Ne abbiamo viste di cotte e di crude. Ricordo quelli che pigiavano sul pulsante on/off del pc perché lo schermo era tutto nero e così lo spegnevano, dato che era nero di screen saver; quella studentessa con la sveglia da comodino sul banco per sapere quanto mancava alla consegna; quello in ultima fila che si lamentava per la lunghezza del compito, e poi scoprivi che invece di fare un esercizio di Word e uno di Excel si era già sparato tre esercizi di Word, di quelli preparati per limitare le copiature dai vicini di banco; quella che “e adesso come faccio a consegnare i compiti?”, “come consegnare i compiti, che hai già spento il pc!”, “ma l’ha detto lei che dovevamo sbrigarci a spegnere”, “sì, ma prima dovevi consegnare” (e i file stavano sul desktop, che con spegni e riaccendi veniva pulito).

E come non ricordare la studentessa che aveva dimenticato i contraccettivi orali sul banco (pur di passare questo esame, sono pronta a tutto).

L’ultimo appello ci ha lasciato una perla. Per consegnare gli esercizi, si usa Infolet, una procedura vecchia di quattordici anni, appunto, che preleva i file dal desktop e li invia in centro di calcolo. Una procedura d’altri tempi, che apre un prompt DOS, propone domande all’utente e richiede risposte da tastiera.

Come prima cosa chiede se si è chiuso Office:

Office è stato chiuso correttamente [rispondere S o N e premere INVIO]:

La perla dell’ultima ora è:

Office è stato chiuso correttamente [rispondere S o N e premere INVIO]: SON

 

 

La lingua che cambia in un mondo che cambia

giovedì, dicembre 11th, 2014

Un amico mi racconta che a lezione di Excel una studentessa lo chiama e gli dice come mai la cella le si è riempita di hashtag.

Di hashtag?

Di hashtag.

Non di cancelletti, di gratelle, come dicevamo a Pisa, di diesis, come diceva quel mio amico che studiava a Brescia.

No, di hashtag.

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Foto di Nike di Samotracia, Museo del Louvre, immagine di pubblco dominioSono di una generazione che giocava in cortile, le scarpe da ginnastica erano di due tipi, quelle blu e quelle bianche, non stava bene metterle a scuola, però in gita sì e ci si andava una volta all’anno con il curato dell’oratorio, a Bacedasco Terme (ma si diceva solo Bacedasco, perché allora le terme erano da vecchi e sfigati). Un bel giorno abbiamo scoperto che c’erano scarpe da ginnastica che si chiamavano Nike (pronuncia niche) come la Nike di Samotracia.

Verso la fine del millennio ho cominciato a insegnare, era un po’ che non vedevo ragazzi, ho scoperto che erano cresciuti con il Gameboy, venivano a lezione con le sneackers, facevano l’ultimo dell’anno in un albergo con spa, al liceo erano stati in gita a Praga, Barcellona e Parigi, dove avevano visto una statua che si chiamava come le loro scarpe, la Nike di Samotracia (pronuncia naichi di Samotracia).

D’altra parte, ho scritto nike in Google immagini e ho trovato la Nike che dico io all’incirca in cinquecentesima posizione. Immagino che i miei studenti di oggi mi percepiscano più o meno come suo coetaneo. Solo un piccolo errore di parallasse.

Scambiare righe e colonne in Excel

venerdì, agosto 3rd, 2012





A gentile richiesta: come faccio a trasformare una colonna di Excel in una riga?

Ovvero: come facci a trasporre dati originariamente incolonnati in Excel, in modo che invece stiano in riga?

O anche: ho un elenco scritto in Word e voglio lavorarci in Excel; però se lo incollo ottengo dati in colonna, invece io per fatti miei li vorrei in riga.

E, ampliando l’orizzonte: ho una tabella di dati in Excel, come faccio a scambiare righe e colonne?

A domande del genere a volte, in mancanza di tempo, rispondo di cercare nell’help in linea (pigi F1 e fai la tua domanda).

Stavolta, preso da scrupoli, ho notato che la spiegazione dell’help di Excel 2010 non mi pare corrisponda a quanto uno poi si ritrova nel foglio di lavoro e allora mi metto di’impegno per scrivere qualcosa di sensato.

Immaginiamo di aver scritto l’elenco “Gino Nino Pino Vino” nelle celle A2:A5 di un foglio di lavoro (ossia in colonna).

Vogliamo peròaverlo in riga, diciamo nelle celle B2:E2 (come nella figura sottostante, dove mostro sia la situazione di partenza, sia quella di arrivo).

Foglio di lavoro con colonna e sua trasposta

Per prima cosa seleziono i dati originari e li copio.

Poi mi metto nella casella B2, menù Home, gruppo Appunti, opzione Incolla, abbasso la tendina e clicco su Incolla speciale; nel finestrino di interazione che mi appare seleziono l’opzione Trasponi e pigio OK.

Fatto!

Come dicevo, il procedimento può essere applicato a una intera tabella, come nell’esempio mostrato nella figura qui sotto, dove la tabella dei voti degli studenti Gino Nino Pino e Vino negli esami di Fondamenti Metodi e Sistemi è proposta inizialmente con i voti di ciascuno studente incolonnati (celle A1:E4) e poi trasposta con i voti in riga (celle A6:D10).

Matrice e sua trasposta

Matrice di voti e sua trasposta

Una volta selezionata la tabella iniziale e fatta la copia, mi posiziono in A6 e poi il procedimento è lo stesso di prima (Incolla, Incolla speciale, Trasponi).

 

Separare su più celle testo in Excel per gestire opzioni multiple in un questionario

giovedì, marzo 29th, 2012





“Separare del testo sulle celle”, sarebbe la risposta secondo la Guida di Excel.
E la domanda?
La domanda spesso è: ho somministrato un questionario (generalmente creato con i Moduli di Google Docs) e per le domande con più opzioni mi ritrovo più risposte nella stessa cella – come faccio a spalmarle su più colonne, per poi usare il conta.se?
Mostro un esempio in figura:

Esempio di foglio di calcolo legato a un modulo di Google Docs

Qui abbiamo una colonna, la F, associata a una domanda per la quale erano previste fino a quattro scelte (formalmente: nel questionario si poteva scegliere solo Inter oppure Inter oppure ancora Inter o Inter). Come faccio a passare da una sola colonna a quattro e ad avere le quattro risposte – per chi le ha date – spalmate sulle quattro colonne?
Non credo che oggi come oggi si possa fare direttamente in Google Docs, ma in Excel sì.
Per prima cosa, alla destra della colonna che contiene i dati inserisco n-1 (leggi: enne meno uno) colonne vuote, dove n è il massimo numero di opzioni selezionate dai miei utenti (nell’esempio n=4, quindi aggiungerei 3 colonne).
Poi seleziono la colonna che contiene i dati e

    • versioni di Excel fino alla 2003: dal menù dati scelgo la voce Testo in colonne
    • versioni di Excel dalla 2007: nella scheda Dati, nel gruppo Strumenti faccio clic su Testo in colonne.

A quel punto scelgo il tipo di dato “Delimitato” e specifico il carattere che divide i dati (nell’esempio è la virgola) e via – quando mi chiede se voglio sostituire i contenuti delle celle, vado tranquillo perché a destra della colonna dati mi sono già aperto lo spazio necessario e sufficiente allo scopo con l’inserimento colonna.

La trasformazione è semplice, devo solo ricordarmi, quando progetto il questionario (se è questo il mio caso), di essere molto cauto nell’inserire segni di punteggiatura nel testo delle opzioni, perché potrebbero obbligarmi a complicate e noiose sostituzioni prima della divisione delle celle (se in una delle opzioni avessi avuto il testo “Inter, la grande, grandissima Inter”, quelle virgole mi avrebbero creato difficoltà).

[ Prima o poi da qualcuno mi dovrò far spiegare perché alla Microsoft hanno deciso di scrivere nei testi delle guide cose del tipo:
“Nel gruppo Strumenti dati della scheda Dati fare clic su Testo in colonne”
che non rispettano la gerarchia dei passaggi, dato che Testo in colonne si trova nel gruppo Strumenti della scheda Dati e quindi sarebbe più umano dire:
“Nella scheda Dati, nel gruppo Strumenti fare clic su Testo in colonne”. ]

Parole chiave

lunedì, gennaio 24th, 2011

Potrei scrivere un libro sulle interrogazioni ai motori di ricerca con cui gli utenti arrivano ai miei siti (me le ritrovo grazie ai programmi di statistica).
E magari qualche giorno lo scriverò.
Oggi riporto qui l’ultima che ho visto, avendola trovata particolarmente stimolante: “esercizi stimolanti con word“.
Che cosa avrà avuto in mente il nostro amico utente? avrà soddisfatto il suo desiderio?
Già che ci siamo, non resisto alla tentazione di una variazione sul tema di Excel:

  • come si fanno le percentuali con exel
  • imparare a fare grafici a torta con exelle
  • esercitazioni excell
  • calcolo consumi acqua excels
  • come si scrive una formula in excelles

La media delle medie

domenica, ottobre 3rd, 2010





Ritorno sul discorso delle percentuali degli utenti dei social networks, perché sollecitato da un’incauta osservazione.

Dice: va bene, 47% da una parte e 39% dall’altra non li puoi sommare facendo 86%, ma perché non hai detto che invece il valore corretto era 43%? [ che sarebbe (47+39) / 2 ]

Chi ci capisce, mi perdoni per questa chiacchierata: non solo sono convinto che tanti miei studenti ne abbiano bisogno, ma ricordo fior di laureati con lode dei miei tempi che ignoravano semplici proprietà delle medie (per una volta non sono laudator temporis acti).

Per spiegarmi, ricorro a un esempio.

Immaginiamo di avere 5 persone delle quali conosciamo l’altezza: sono alte rispettivamente 180, 175, 170, 165 e 160 centimetri.

Qual è l’altezza media? Sommo le cinque altezze, divido per 5 e ottengo 170. Corretto. [ con Excel o Calc mi basta usare la funzione MEDIA ]

Ora diciamo che quelle 5 persone sono un campione dei miei studenti, ragion per cui 1 è maschio e 4 sono femmine (in realtà, più dell’80% sono femmine, ma con 5 sole persone non posso approssimare meglio di così…).

Diciamo anche che il maschio è alto 180 centimetri.

Allora l’altezza media dei maschi è banalmente 180 e quella delle femmine con qualche conticino mi risulta 167,5.

Se fosse buono il ragionamento del (47+39)/2, a questo punto potrei sommare l’altezza media degli uomini e quella delle donne e dividere per 2 per trovare l’altezza media di tutte e cinque le persone.

In realtà, se faccio (180+167,5)/2 ottengo 173,5 e non 170.

Come mai?

Perché sto facendo la media fra un uomo alto 180 e una donna alta quanto la media delle 4 nel campione. Ma una sola, mentre in realtà io di donne nel campione ne ho quattro. È per questo che in casi del genere bisognerebbe usare una media pesata, ossia considerare di più il valore associato a tanti elementi. Ossia basterebbe moltiplicare per 1 l’altezza 180 e per 4 l’altezza 167,5 e poi dividere per 1+4, cioè 5.

È lo stesso discorso che si fa quando si calcola la media degli esami e la si pesa in funzione dei cfu: a meno che la mia facoltà non abbia regole strane, se ho preso 30 in un esame da 5 cfu e 18 in uno da 10 cfu, la media non è (30+18)/2=24, ma (30*5+18*10)/(5+10)=22.

E allora, nel caso del 47 e 39 qual era la media corretta? Non saprei, non mi ricordo le dimensioni dei due campioni. Poteva anche essere davvero 43: se il numero di utenti intermittenti e di utenti frequenti era lo stesso, allora è corretto fare la media delle medie.

Adolescenti su Facebook, due più due non fa sempre quattro

giovedì, settembre 30th, 2010

Copertina libro di Marco Lazzari e Marcella JaconoDunque, succede che il nostro lavoro sulla comunicazione degli adolescenti, Facebook, MSN eccetera è stato citato da Tu Style, settimanale femminile del Presidente Berlusconi (!).

In simili momenti di kudos mi torna sempre in mente il Sommo Poeta quando dice “I don’t want to achieve immortality through my work… I want to achieve it by not dying” (in originale perché non la so rendere in italiano in maniera sufficientemente efficace).

E però dice l’articolo:

“Secondo una ricerca appena uscita, a cura di Marco Lazzari, Alessandra De Fiori e Marcella Jacono Quarantino (Adolescenti tra piazze reali e piazze virtuali) l’86% dei ragazzi ha dato appuntamento a persone conosciute attraverso un social network”.

Giorno dopo giorno io mi rendo conto di perdere la memoria, ma una cifra del genere mi sorprende.

L’86%?! Guarda che è tanto, eh?

Controllando le nostre cifre scopro che scrivevamo: “il 47% dei frequenti e il 39% degli intermittenti asseriscono di essersi incontrati almeno una volta con persone conosciute online”

A parte che online non vuol dire necessariamente in un social network, ma ecco allora da dove viene l’86%: 47+39=86. Peccato che frequenti e intermittenti siano insiemi disgiunti.

Allora, tutti quelli che piombano qui pilotati da Google alla ricerca del calcolo delle percentuali (parte prima e parte seconda), si ricordino che i numeri sono oggetti da trattare con cautela (e rispetto).

[ comunque, grazie ]