Posts Tagged ‘competenza digitale’

Il problema della formazione degli adolescenti alla Rete

giovedì, marzo 24th, 2016

Continuiamo il discorso sull’uso dei social networks tra gli adolescenti, cominciato nei post precedenti e ispirato dalle evidenze dell’ultima ricerca che abbiamo condotto all’interno dell’Osservatorio per la comunicazione adolescenziale tra reale e virtuale.

Ricordo che le riflessioni riportate qui sono sintesi di quanto esposto in:

Marco Lazzari (2015). Spazi ibridi tra la Rete e la Piazza: l’evoluzione della comunicazione degli adolescenti ai tempi dello smartphone. In Marco Lazzari e Marcella Jacono Quarantino (a cura di), Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile (pp. 45-80) Bergamo: Bergamo University Press

Marco Lazzari (2015). Pre-adolescenti nella Rete: l’uso di Internet tra gli studenti delle scuole medie. In Marco Lazzari e Marcella Jacono Quarantino (a cura di), Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile (pp. 81-101) Bergamo: Bergamo University Press

La Scuola di Atene, particolare Il risultato meno scontato e per certi versi più inquietante dell’indagine condotta nelle scuole bergamasche sui modi e i tempi delle comunicazioni telematiche degli adolescenti è dato dal fatto che i ragazzi che più degli altri hanno partecipato a incontri di formazione su Internet sono quelli più esposti ai rischi.

In qualunque modo si raggruppino i dati relativi alle domande sulla frequenza agli incontri e quelli relativi ai comportamenti a rischio, si finisce per trovare una correlazione.

L’evidenza deve fare riflettere sul tipo di formazione che viene proposta ai ragazzi, che forse è troppo orientata alla pura abilità d’uso e alla dimensione tecnologica della competenza e non a quelle competenze cognitive, etiche e sociali ([1], [2]) che abbiamo introdotto nel post precedente.

Un approccio alla formazione che punti a sviluppare solo i rudimenti tecnici e le abilità digitali ha il fiato corto; le agenzie educative devono accompagnare la promozione dell’abilità d’uso degli strumenti informatici negli adolescenti a quella della conoscenza del mondo dei media e allo sviluppo del senso critico nei confronti dell’informazione che circola in Rete.

Tutto ciò deve essere supportato dalla cura per le competenze di interazione sociale (ivi compresa l’educazione all’affettività), di comunicazione efficace e di risoluzione dei conflitti, e dall’attenzione allo sviluppo dell’intelligenza emotiva dei ragazzi.

Nel prossimo post, che conclude questa rassegna di spunti di riflessione tratti dall’esame del questionario, getteremo un occhio su quanto le ricerche nel campo delle neuroscienze ci dicono a proposito degli adolescenti e del loro modo di comportarsi.

Bibliografia
[1] Calvani, A., Fini, A., & Ranieri, M. (2010). La competenza digitale nella scuola. Trento: Erickson.
[2] Ranieri, M., & Manca, S. (2014). Social network e dimensioni educative. Bricks, 4 (4), 11-19.

Il paradosso della competenza digitale

giovedì, marzo 17th, 2016

Dopo una divagazione sull’uso delle tecnologie nella scuola italiana, torniamo al discorso sull’uso dei social networks tra gli adolescenti, cominciato nei post precedenti e ispirato dalle evidenze dell’ultima ricerca che abbiamo condotto all’interno dell’Osservatorio per la comunicazione adolescenziale tra reale e virtuale.

Ricordo che le riflessioni riportate qui sono sintesi di quanto esposto in:

Marco Lazzari (2015). Spazi ibridi tra la Rete e la Piazza: l’evoluzione della comunicazione degli adolescenti ai tempi dello smartphone. In Marco Lazzari e Marcella Jacono Quarantino (a cura di), Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile (pp. 45-80) Bergamo: Bergamo University Press

Marco Lazzari (2015). Pre-adolescenti nella Rete: l’uso di Internet tra gli studenti delle scuole medie. In Marco Lazzari e Marcella Jacono Quarantino (a cura di), Virtuale e/è reale. Adolescenti e reti sociali nell’era del mobile (pp. 81-101) Bergamo: Bergamo University Press

Affrontiamo ora una situazione strana emersa dai dati, che abbiamo definito il paradosso della competenza digitale.Laptop, public domain image

Un certo numero di domande del questionario somministrato nelle scuole secondarie di Bergamo e Provincia è stato predisposto per indagare come i ragazzi si percepiscono competenti rispetto all’uso delle tecnologie digitali. Questo perché siamo partiti dal presupposto che la competenza digitale sia il fondamento per un uso corretto della Rete e per evitarne i rischio. Sono anche state inserite domande per tentare di misurare la competenza dei ragazzi, andando oltre la loro percezione.

In generale i ragazzi si sentono competenti, anche se l’analisi suscita il sospetto che si confonda la competenza con l’abilità d’uso che deriva dalla familiarità con gli strumenti.

L’analisi statistica dei dati ci ha però mostrato che quei ragazzi che si sentono più competenti, sono poi quelli che si espongono di più ai comportamenti a rischio. In particolare, sono quelli che più degli altri inviano frequentemente fotografie a persone che hanno conosciuto in Internet, che pubblicano o spediscono immagini intime, che inoltrano immagini o video senza autorizzazione e sapendo di fare cosa poco gradita. I più competenti (o presunti tali) sono anche quelli che hanno anche la tendenza più degli altri ad accordarsi per incontrare persone che non conoscono di persona (ossia “amici” trovati online).

Questo risultato potrebbe sembrare paradossale, ma in realtà conferma quanto hanno già mostrato anche altre indagini ([1], [2]): l’abilità d’uso della Rete porta a sfruttarla di più e di conseguenza a esporsi di più ai suoi rischi.

Nel nostro caso sottolineiamo che un malinteso senso di autoefficacia e di superiorità rispetto ai possibili incidenti può diventare il peggior consigliere dei ragazzi in Rete. Si cade nel classico effetto Dunning – Kruger ([3]): ragazzi inesperti, che hanno una percezione distorta delle proprie capacità di gestione delle comunicazioni e relazioni in Rete, si illudono delle proprie possibilità di successo in una certa impresa; gli incompetenti tendono a commettere errori di autovalutazione, mentre all’opposto può accadere che chi è realmente competente si sottostimi, in particolare equivocando sul conto degli altri. La conoscenza tecnica protegge dai rischi se chi la possiede conosce il contesto nel quale si muove e la applica. Ma la pura abilità d’uso non basta per gestire i processi sociali e relazionali sottesi e deve intrecciarsi alle competenze etiche – legate al saper tutelare se stessi e la propria privacy, comportandosi allo stesso tempo in modo rispettoso nei confronti degli altri –, e alle competenze sociali – il saper gestire in maniera appropriata la complessità relazionale della comunicazione con gli altri ([4], [5]).

Nel prossimo post parleremo del problema della formazione degli adolescenti alla Rete e del risultato più inquietante che abbiamo incontrato nell’interpretazione dei dati del questionario.

Bibliografia
[1] Livingstone, S., Bober, M., & Helsper, E. (2005). Internet literacy among children and young people: findings from the UK Children Go Online project. London: LSE Research Online. Disponibile online all’indirizzo: http://eprints.lse.ac.uk/archive/00000397.
[2] Mascheroni, G. (2012). Competenze online e digital literacy. In: G. Mascheroni (a cura di), I ragazzi e la rete (pp. 89-110), Brescia: La Scuola.
[3] Kruger, J., & Dunning, D. (1999). Unskilled and unaware of it: how difficulties in recognizing one’s own incompetence lead to inflated self-assessments. Journal of Personality and Social Psychology, 77 (6), 1121-1134
[4] Calvani, A., Fini, A., & Ranieri, M. (2010). La competenza digitale nella scuola. Trento: Erickson.
[5] Ranieri, M., & Manca, S. (2014). Social network e dimensioni educative. Bricks, 4 (4), 11-19.